Zig zag

Zecche

Ixodes, Rhipicephalus, Argas

Specie Strisciante

Zecche

Le zecche sono gli acari più grandi: a seconda della specie, le dimensioni degli adulti variano da un millimetro a 1 cm. Hanno corpo ovale, appiattito, che però si dilata notevolmente durante il pasto, fino a diventare quasi sferico. Sono dotate di 8 zampe (6 appena nate). 

Sia i giovani sia gli adulti si cibano di sangue, che succhiano attraverso un rostro che infiggono nella pelle. Il pasto può richiedere diversi giorni, durante i quali la zecca rimane attaccata all’ospite. Le zecche possono infettarsi pungendo animali portatori di malattie come borreliosi di Lyme, encefaliti virali, babesiosi, febbre Q, tularemia e trasmetterle ad altri animali e all’uomo con la puntura. La percentuale di zecche infette varia a seconda dell’area geografica. 

Le zecche possono vivere alcuni anni e sopportano lunghi periodi di digiuno. Il periodo in cui sono più attive, quindi è più facile incontrarle, va dalla primavera all’autunno. Le specie di zecche che più comunemente pungono l’uomo sono quelle che si trovano anche sugli ungulati (es. cinghiali, cervi e caprioli), sui roditori, sui cani e sui colombi. Sono abbastanza comuni anche nelle città e nei loro dintorni, in particolare nelle aree verdi frequentate da animali che le ospitano. Nel caso delle zecche dei colombi, le punture ai danni dell’uomo si verificano soprattutto all’interno di edifici frequentati da questi uccelli. 

Piccoli consigli pratici

Dopo una passeggiata in campagna controllare che non ci siano zecche sugli indumenti e sulla pelle. Nel caso di zecche già infisse è importante rimuoverle al più presto perché la probabilità che una zecca infetta trasmetta una malattia aumenta col passare del tempo che trascorre sull’ospite.

La zecca va rimossa afferrandola esclusivamente dal rostro, la parte infissa nella pelle, con una pinzetta per sopracciglia o anche meglio con una pinzetta a punte sottili, estraendola delicatamente in 2-5 secondi. Durante la rimozione bisogna evitare di schiacciare o irritare la zecca, che altrimenti potrebbe rigurgitare fluidi nella lesione, aumentando il rischio di trasmissione di infezioni.

Uccidere la zecca con l’accendino, benzina, alcool e altre sostanze è controproducente perché causa la sua contrazione e la spremitura del contenuto intestinale nella lesione. Tra le altre amenità riportate dalle tante fonti inattendibili, la palma della stupidità va a quella di ruotare la zecca in senso antiorario, come se fosse una vite… I cani, soprattutto se a pelo lungo, devono essere ispezionati spesso per individuare eventuali zecche raccolte in giardini e parchi. 

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